Risparmio e riciclo dell’acqua

Impatti climatici
Carenza idrica, La siccità
Settori
agricoltura, Gestione delle risorse idriche, Settori specifici, Urbano
Categoria IPCC
Istituzionale: Legislazione e regolamenti, Sociale: Comportamentale, Strutturale e fisica: Opzioni tecnologiche
Ottimizzazione dell’uso d’aqua per agricoltura nel bacino idrografico del fiume Reno

DESCRIZIONE

Dalla seconda metà del XX secolo in Europa si registrano periodi di siccità tendenzialmente più lunghi e un trend in calo delle precipitazioni medie, specialmente in estate e nelle aree meridionali, nelle quali si trova la regione mediterranea e adriatico-ionica (EEA, 2017 indicator assessment of mean precipitation), portando ad occasionali periodi di scarsità idrica. Inoltre, il prospettato aumento di temperatura in tutta Europa potrà verosimilmente determinare un incremento della domanda idrica per differenti usi come raffreddamento, consumo di acqua potabile, irrigazione, ecc.

Azioni di risparmio e riciclo dell’acqua comprendono differenti misure tra loro alternative o complementari con l’obiettivo generale di salvaguardare le risorse idriche e incoraggiare un uso più consapevole ed efficiente dell’acqua, specialmente in prospettiva dei cambiamenti climatici. Questa opzione comprende iniziative di restrizione, razionamento e taglio del consumo idrico per limitare l’uso dell’acqua; riutilizzo dell’acqua per usi non potabili; installazione di strumenti volti al risparmio idrico; riabilitazione di reti obsolete di distribuzione d’acqua; incentivi economici e iniziative per aumentare la consapevolezza dei cittadini su questo tema.

Le misure di restrizione idrica hanno l’obiettivo di regolare la distribuzione dell’acqua in modo che sia fornita solo per gli usi essenziali (escludendo per esempio l’irrigazione di prati e il riempimento di piscine), mentre il razionamento idrico normalmente include la sospensione temporanea della fornitura d’acqua o la riduzione della pressione al di sotto di quanto richiesto in condizioni normali per un adeguato rifornimento. Queste misure possono avere carattere permanente o temporaneo e sono applicate specialmente in caso di grave scarsità idrica dovuta a dinamiche stagionali o a periodi di eccezionale siccità. Generalmente sono considerate efficaci per la riduzione della domanda idrica nel breve termine, mentre possono rivelarsi meno efficaci nel lungo periodo, se non integrate da altre misure.

L’uso di risorse idriche alternative (per esempio raccolta di acqua piovana) e il riciclo delle acque reflue per scopi non potabili possono essere valide opzioni per consentire una fornitura regolare in aree dove le risorse idriche sono limitate. La raccolta di acque piovane consiste nell’accumulo e nello stoccaggio dell’acqua piovana per un suo riutilizzo in loco, mentre il riciclo tipicamente prevede il riutilizzo delle acque reflue da uso domestico (lavatrici, doccia, lavandini). L’acqua riciclata o stoccata può essere riutilizzata per scopi agricoli, di irrigazione in ambito domestico o per applicazioni industriali. Sebbene il tema del riutilizzo sia incluso nella legislazione e nelle politiche europee (si veda ad esempio la direttiva concernente il trattamento delle acque reflue urbane (Urban Waste Water Directive) e la Comunicazione sulla carenza idrica e la siccità (Water Scarcity and Drought policy)), le questioni in tema di sicurezza e la mancanza di standard riconosciuti a livello internazionale sono spesso avvertite come un ostacolo ad una effettiva implementazione di tali misure.

Dispositivi che prevedono un risparmio idrico e sistemi di misurazione del consumo sono strumenti essenziali per limitare l’utilizzo di acqua. Applicazioni domestiche includono: servizi igienici, docce, rubinetti, lavatrici e lavastoviglie. La direttiva europea “Eco-design” (2009/125/EC) può dare un contributo positivo alla progettazione di questi sistemi, per ridurre il consumo sia delle risorse energetiche sia delle risorse idriche.

Tema centrale ai fini del risparmio delle risorse idriche è la limitazione delle perdite dalle reti di distribuzione dell’acqua, specialmente se si tiene conto che queste possono rappresentare una percentuale considerevole del volume inizialmente prodotto, pur con situazioni ampiamente diversificate tra i vari paesi europei. Possibili misure comprendono la regolare manutenzione delle reti, l’identificazione e la misurazione delle perdite d’acqua e la riparazione o sostituzione di infrastrutture obsolete.

Infine, incentivi economici o sistemi di tariffazione differenziata per la fornitura dell’acqua possono incoraggiare l’adozione di sistemi volti al risparmio idrico, mentre specifiche campagne di sensibilizzazione e informazione possono avere un ruolo decisivo a favore di un profondo cambiamento comportamentale, specialmente nel settore del consumo domestico.

COSTI E BENEFICI

Il beneficio generale di questa opzione consiste nella salvaguardia complessiva delle risorse idriche naturali attraverso la riduzione del loro uso e la massimizzazione delle possibilità di riutilizzo. Entrambi gli approcci hanno un effetto positivo sulla razionalizzazione del consumo di risorse idriche, consentendo l’adattamento a situazioni di carenza idrica e siccità conseguenti al cambiamento climatico.

Secondo uno studio volto a quantificare le potenzialità del risparmio idrico nell’UE (Dworak et al., 2007), la riduzione di perdite nelle reti di fornitura idrica, l’adozione di dispositivi volti al risparmio idrico e l’adozione di elettrodomestici a maggiore efficienza energetica possono potenzialmente far risparmiare fino al 50% delle risorse idriche, con una riduzione del consumo di acqua fino a 150 l per persona al giorno.

Iniziative di risparmio e riciclo dell’acqua possono portare anche ad altri benefici come il risparmio energetico e l’abbassamento dei costi, per esempio quando tali azioni comportano il mancato ricorso ad impianti di desalinizzazione in aree e/o nei periodi di carenza idrica, il cui funzionamento implica appunto ingenti costi economici ed energetici.

L’imposizione di misure di restrizione nell’uso dell’acqua e il suo razionamento, che consentono di ottenere risparmi idrici significativi nel breve periodo, possono evitare l’attuazione di misure alternative basate sulla tariffazione dell’acqua, portando a un chiaro vantaggio economico per gli utenti. Mentre i dispositivi volti al risparmio idrico in ambito domestico sono generalmente semplici ed economici da installare, per monitorare la rete idrica, mantenerla e ripristinarne la funzionalità sono richiesti investimenti ingenti che sono anche tecnicamente complessi. In questo caso, i costi dipendono chiaramente dall’anno di costruzione della rete, dalla tipologia di interventi programmati e dalla tecnologia di monitoraggio prescelta. Nel caso di impianti che forniscono acqua proveniente da risorse a costo elevato (come la desalinizzazione) può essere più facilmente giustificabile un’intensificazione dell’attività di controllo delle perdite rispetto agli impianti che usano fonti più economiche. Per ciò che riguarda il riciclo delle acque reflue o l’utilizzo delle acque di raccolta piovana, è probabile che il costo dell’acqua riciclata possa eccedere quello dell’acqua non riciclata, ma è generalmente compensato dai benefici apportati. Incentivi o sussidi per utilizzare questi sistemi possono incoraggiare investimenti privati, aiutando a superare l’ostacolo rappresentato dai costi.

TEMPI DI IMPLEMENTAZIONE E DURATA

La restrizione e il razionamento delle risorse idriche sono generalmente misure temporanee che possono essere messe in atto velocemente ed avere una durata di alcuni giorni o qualche mese (per esempio durante un periodo estivo secco), essendo principalmente mirate a contrastare crisi acute di carenza idrica. L’imposizione di restrizioni idriche può produrre risparmi idrici significativi in un breve lasso di tempo.

I sistemi per il riutilizzo e il riciclo dell’acqua in generale richiedono più tempo per essere progettati e installati, ma evidenziano la loro efficacia nel lungo periodo (fino a oltre 25 anni).

Le misure più complesse in assoluto sono quelle inerenti la manutenzione e la riparazione delle reti di distribuzione per evitare perdite. Mentre le attività di monitoraggio della funzionalità delle reti fanno parte di un processo continuo, i tempi di riparazione e sostituzione delle vecchie tubature seguono il ciclo di vita effettivo delle infrastrutture stesse.

RISORSE PER APPROFONDIMENTI

https://www.eea.europa.eu/signals/signals-2018-content-list/articles/water-use-in-europe-2014

https://www.eea.europa.eu/themes/water/european-waters/water-management/water-management-in-europe

https://unesdoc.unesco.org/ark:/48223/pf0000247153

Dworak, T., M. Berglund, C. Laaser, P. Strosser, J. Roussard, B. Grandmougin, M. Kossida, et al. 2007. “EU Water Saving Potential (Part 1 — Report).” Report ENV.D.2/ETU/2007/0001r. Berlin: Ecologic. https://www.ecologic.eu/sites/files/download/projekte/900-949/917/917_water_saving_1.pdf.